mercoledì, luglio 16, 2008
Carry me home
Poi smetto di pensare. Vado dal cino, prendo un paio di bottiglie di Mahou. Poi salgo a casa di A*, arriva anche J*.
La cucina si riempie di fumo, la gola comincia a grattare. Il dannatissimo gatto entra ed esce dal patio.
Prendo la metro e torno a casa. Tutto mi si frantuma tra le mani, capisci che é tutta una fregatura, il lavoro, l'universitá, il conto in banca, le vacanze in portogallo, la cena a casa dei genitori di lei, la casa nuova, andiamo all'ikea?, la tv al plasma, tre serie da 10 alla panca, gli hellacopters a settembre...
É come nei telefilm, solo che siamo tutti piú brutti. Molto brutti.
14:05
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martedì, luglio 01, 2008
Come In And Burn
Ora non so perché ma vorrei tanto qualcosa su cui sfogarmi. Magari qualcuno. Tipo un venditore porta a porta, di quelli che ti ispirano fastidio appena ne incroci il muso, col nodo della cravatta largo, il sorriso cialtrone.
Calci nello stomaco? Tutto legale. Sarebbe bello si. Mancherebbe un movente ecco. Una ragione plausibile. C'é mica una ragione per menare la gente a caso?
Anzi. Non averla una ragione, sarebbe giá sufficiente.
Dovrei smettere di farmi certi viaggi. Insomma, ho pure una certa etá. Si suppone pure una esistenza serena su una linea retta e senza scossoni. Mi sono pure fatto convincere ad andare a convivere.
Sará che sembro una personcina equilibrata, affidabile, a modo. Sará che recito cosí bene, che quando me lo danno l'oscar?
Non sopporto la prevedibilitá di tutto questo inganno. Perché é tutta una illusione no? Mi é stata data una parte, certe volte non mi piace proprio per niente. Vorrei solamente togliermi di scena, levarmi il costume e che tutto finisse come era cominciato.
Ecco poi le tendenze suicide. Che non sono la tribute band italiana dei suicidal tendencies.
Stavo sul balcone, mentre coinquilino-caserta mi spiattellava le sue paturnie. Pure lui ha bisogno di parlare, non so se la xbox con cui passa la maggior parte del tempo gli dia retta almeno quanto mi sforzo di fare io.
e se tipo, saltassi giu adesso? eh? cosa succederebbe?
E non é stato un momento di confusione. Era tutto perfettamente lucido. Era tutto vero. In diretta. Ero io. Ultimamente credo di aver pensato a pochissime cose cosí serenamente. Neppure quando vado a comprare le sigarette sono cosí tranquillo.
Sono ridotto un po' cosí, ecco.
11:36
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lunedì, giugno 09, 2008
The Italian Dream
Devo inventarmi qualcosa, una scusa plausibile, una sfiga dell'ultimo minuto. L'ultima cosa che voglio é finire in un pub irlandese assediato da un gruppo di scimmie urlanti per il solo motivo di avere un passaporto in comune.
Odio, dannatamente odio le partite degli europei e dei mondiali. Il revival nazionalista,
la patria, manca solo dio e famiglia. Il calcio dei club, la fede consapevole é l'unica legittima.
Stamparmi un sorriso in faccia, pensare a due o tre bestemmie da tenere sotto mano al primo errore clamoroso o al gol mancato, mi tocca anche questo.
E' semplicistico, ridurre tutto ai minimi termini, ma ci sará pure un motivo se si hanno bisogno di tutte queste fesserie per vivere. Un individuo normale dovrebbe superare la necessitá di identificazione nel gruppo attorno ai 16 anni. Poi mi vengono in mente i pizzaioli italiani in germania. Il mito della patria, quella specie di amore materno perverso. La patria ingrata ma amata e tutte ste cretinate qui. Ecco. Vivo fuori dall'italia da un po', eppure niente. L'orgoglio nazionale, no. Perché poi?
Idiota é sentirsi accumunato e parte di qualcosa, idiota é sentirne la necessitá, soprattutto quando non é una scelta consapevole.
Nichilismo a buon mercato per tutti, perché é questa l'unica realtá degna con cui la gente dovrebbe confrontarsi. Gli stati nazionali sono finiti da un pezzo, riprendetevi in mano i sussidiari delle medie.
Peró il problema di fondo credo sia un altro. Il tifo dei club é fine a se stesso, é sincero, fedele, é frutto di una scelta.
Il problema del tifo nazionale é quando si affianca a supposti valori culturali o sociali. Noi siamo meglio di perché... Questo fa pena, fa schifo, fa triste. Lo trovo tremendamente vile e infantile.
Il prossimo che vedo in giro con una maglietta "italians do it better" o "the italian dream" tiro fuori una katana e lo apro in due.
Poi si chiedono perché quello va in giroa tokyo ad affettare la gente... "sono stanco di vivere"...
11:53
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venerdì, maggio 30, 2008
American Psycho
La casa é sempre la stessa. Il portacenere ha raggiunto una altezza considerevole, tanto che é quasi impossibile spegnere una cicca senza far crollare il cumulo di sigarette spente.
Bruxelles mi ha fatto capire che potrei vivere nella vecchia europa continentale e sentirmi stranamente in uk.
Corollario: se al mondo ci fossero tanti franchise Waterstones quanti sono quelli di MCDonald forse qualcosa cambiava.
Strasbrugo mi ha fatto lo stesso effetto di Norimberga (leggi paesino dei playmobil), a parte l'eco dei francesi (un bobobbobobo bobobobbó indefinito a ad libitum).
Ho un altro lavoro che sembra un lavoro serio. Otto ore al giorno su una xbox alla fine non erano questo divertimento, non fosse altro che aspirerei ad altro per guadagnarmi il pane quotidiano (per ora). Adesso ho una job description, un capo, colleghi un po' cosi, e faccio ancora meno di quanto non facessi prima (ad esempio scrivere questo post).
Continuano le incredibili avventure linguistiche in terra iberica. Il fatto di aver acquisito una loquacitá sufficiente almeno a non farmi morire di stenti sembra aver esaurito qualsiasi altra velleitá d'apprendimento.
Il tenore etilico sembra essersi assestato sul livello working class inglese. Ovvero, placida sobritá dal lunedi al venerdi, binge drinking quando capita e le tasche permettono.
Dillinger Escape Plan: 8.. Devastazione del locale (+10 punti nichilismo roghenroll), 2 ore di set, ragazza cretina e ignorante che attacca a ballare Black Bubbleglum come fosse Madonna (-30 punti selezione all'ingresso). Gratitudine e simpatia all'amico che ha avuto la geniale idea di passarle sta canna benedetta mettendola fuori gioco per il resto della serata.
+10 punti committment to the scene a me per il 38 di febbre con cui scivolavo discreto tra la folla.
Sick of it All: 9. nei primi 3 gigs di sempre. Circle pits e wall of death e non mi sono risparmiato. Simpatici abbastanza che potevano pure offrirmi una batteria di pentole 18/10 firmata SOIA ("...supporting the underground scene!") che l'avrei comprata.
The Misfits: 6. Dopo 30 anni dovrebbero aver imparato come si fa un soundcheck ma sono i misfits. Mettono una canzone dietro l'altra, tutte affilatissime eppure sgangherate, ci infilano 2 o 3 cover dei black flag per ovvi motivi di parentela del chitarrista passate nell'ignoranza piu totale di circa 600 persone. +30 punti per la canadese, -50 a me per l'incredibile numero di figure di merda inanellate nella speranza di portarmela a casa.
Ho bisogno di scrivere piú spesso.
15:39
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mercoledì, febbraio 13, 2008
2.13.83
E poi non e' che cambi molto. Un giorno come un altro, spero solo nessuno ci faccia troppo caso. Non mi fa nessuna differenza. Illusioni comode come poltrone dove appisolarsi. Ci sto comodo, da un quarto di secolo ormai.
Auguri
Henry, auguri a me.
Ah. Mi sono definitivamente stufato del mio lavoro. Ci sono tre mestieri degni d'invidia al mondo: il porno attore, il collaudatore di materassi e il tester di videogiochi.
Ora, escludendo le possibilita' piu' assurde, vuoi per scarsa fiducia nei propri mezzi o tendenze narcolettiche, mi riesce difficile pensare che la terza mi stia cosi tanto stretta. Ho una settimana di tempo per affilare l'accento, stamparmi il migliore dei sorrisi e convincermi di non aver nessun bisogno di cambiare lavoro.
Drastico cambiamento di abitudini etiliche. che significa tornare a vedere il mondo senza barcollare e sbattere sulle pareti alla ricerca del cesso piu vicino. E' tutto molto triste, e pure molto vero, insomma torno a sentire un dolcissimo profumo di merda ovunque.
02:06
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venerdì, gennaio 18, 2008
Revolver
Domani ci vorra' qualcosa piu di una sveglia per mettere giu i piedi dal letto.
E' il dubbio che ti mangia il cervello, il tarlo che ogni tanto si fa vivo e torna a scavare. E' brutto quando ti manca la terra da sotto i piedi.
01:55
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lunedì, dicembre 17, 2007
The seats are fine but the helmet is way too tight
Un portacenere ingombrante, non fosse per quello che ci sta dentro. Una manciata di bottiglie, e tanto tabacco sparso attorno. E' quanto mi ritrovo davanti. Che e' piu' o meno la migliore idea per descrivere quello che vedo tutti i giorni. E' tutto tremendamente confuso e veloce. Tornare "a casa" potrebbe schiarire le idee ma anche no. Perche' dopo la confusione non c'e' ordine, c'e' solo una confusione ancora peggiore. Tutto tremendamente labile e leggero, tanto che vola via, e ti lascia dietro. Un giorno fa schifo e l'altro e' ingenuamente grandioso. Definito. Semplice. Rimango sempre con le mani vuote strette in un pugno. Sfugge tutto e va via.
Ha bussato ed e' entrata. Ha detto qualcosa, non so esattamente. Gliel'ha suggerito J*, di venire e chiedere a me. Sapevo che sarebbe successo. Alla fine mi ha reso le cartine, ed e' tornata da lui.
03:37
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mercoledì, novembre 28, 2007
The Heinrich Manoveur
Vado verso la metro e allungo il passo. Nessuno per strada, ne' dietro ne' davanti. Un passo dopo l'altro, sempre piu' veloce. Ho voglia di correre, ho fame, sono quasi le 2 del mattino e ho una dannata voglia di correre.
Spendo troppo. Tutto. Tanto da bere e da fumare. Non potrei continuare a correre altrimenti. Un giorno mi fa schifo, quello dopo e' perfetto. Go long, go alone, go without.
Giuro, stavolta non ci capisco proprio un cazzo.
02:39
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sabato, settembre 15, 2007
Dogfight dogfight!
Ho dovuto trasfermirmi in Spagna per capire quanto sia visceralmente britannico. Li capisco, i
guiris, quando sillabano qualcosa che neppure conoscono, perche´io sto messo anche peggio. Poi finisce che ti addormenti sulla metro e scendi non sai bene dove, tanto non hai nulla da fare, e va bene cosi´. Poteva essere la circle line, o la jubilee, invece era la linea cuatro, e ieri poteva essere lo snobs, invece era pieno di sudamericani e una vodka la mandi giu con 5 euro. Non so nulla, non so nulla e va bene cosi´. Altri sei mesi altrove, poi altrove ancora, magari un giorno mi fermo da qualche parte, ma anche no.
23:18
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venerdì, agosto 10, 2007
Exit Music For A Film
Forfucksake. Ci sono, barcollo, mi trascino ma va bene anche così. L'importante è arrivare. Credo che andrà così, come quando fai giusto in tempo a buttarti contro la porta del cesso sperando di inquadrare il water, l'acido che ti fa il solletico alla gola. Madrid sarà anche un po' questo. Centrare l'obiettivo, trascinandosi lucidi. Poche idee e molto confuse. Per un po', per un paio di mesi.
18:18
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